1987

Una bella occasione per allargare il mio orizzonte teatrale e per sperimentare nuove possibiltà vocali giunse quando Beatrice Monroy, autrice e regista palermitana, mi sottopose un’elaborazione tratta da Cassandra di Christa Wolf, dal titolo Dedicato a Cassandra.

L’idea era di realizzarlo per la radio. Proponemmo il progetto a Pinotto Fava, direttore di Audiobox , la radio sperimentale di Radio1. Inizialmente l’adattamento era stato fatto a tre voci ma ci rendemmo subito conto che i costi sarebbero stati troppo elevati. Con improvvisa determinazione, di cui io stessa mi meravigliai, suggerii di farne un monologo che avrei recitato in accordo con i suoni e la musica elettronica di Luca Spagnoletti. Mi misi al lavoro con entusiasmo, era davvero il nuovo percorso che attendevo.

Qualche anno prima avevo seguito a Firenze alcune lezioni con l’attrice e cantante Gabriella Bartolomei dalla quale avevo imparato quali e quante strade si possono percorrere usando la voce come vera e propria riscrittura di un testo. Conoscevo Gabriella dagli anni ’70 quando a Firenze lavorava con Pier’alli, di cui ricordo in particolare uno splendido spettacolo tratto da Giorni felici di Beckett. Il suo lavoro era e resta un caposaldo per chi si propone di utilizzare la voce e la parola che si fanno musica, in una continua ricerca che si trasforma e si rinnova attraverso la scrittura vocale.

Facendo tesoro di quegli incontri cercai di trovare un modo personale di raccontare la drammatica storia di Cassandra a cui faceva eco la bella sonorizzazione di Luca che creò, con finezza e modernità, un’ambientazione del mondo antico.

Furono registrate due puntate da 20 minuti ciascuna, le cui repliche andarono in onda molte volte per il successo degli ascolti.

Estratto – Cassandra

A Pasqua del 1987 mi trovavo in Sicilia con la mia famiglia. Ricordo, come fosse ieri, quando sentii dei messaggi alla mia segreteria telefonica di Roma (al tempo i telefonini non esistevano ancora). Uno di questi messaggi era dell’organizzatore di Franco Zeffirelli che mi sollecitava a mettermi in contatto con lui. Cosa che feci immediatamente. Franco mi voleva per girare un film sulla vita giovanile del direttore d’orchestra Arturo Toscanini in cui avrei dovuto interpretare il ruolo della madre. Ma era urgente partire nel giro di pochissimi giorni per la Tunisia dove si svolgevano molte scene del film. Ovviamente mi precipitai a Roma. Ma arrivata a casa mi accorsi che il mio passaporto era scaduto. Afflitta da questa scoperta telefonai per comunicare che, non essendo possibile rinnovare il passaporto in così poco tempo, non avrei potuto partecipare al film.

Dopo qualche giorno però fui richiamata. L’attrice che avrebbe dovuto sostituirmi era partita ma, arrivata a Tunisi era stata bloccata, dato che anche lei, senza dirlo, aveva il passaporto scaduto. Così Franco decise di richiamare me, aiutandomi,attraverso la produzione, ad avere il passaporto in un giorno. Fu quasi miracoloso, e gli fui molto grata per avermi voluta in questo film, i cui protagonisti erano Thomas Howell e addirittura Elisabeth Taylor. Molti altri attori importanti facevano parte del cast tra cui: Sophie Ward, Philippe Noiret , Valentina Cortese e Franco Nero che interpretava il padre di Toscanini facendo coppia con me.
Il film Il giovane Toscanini uscì nel 1988 e fu presentato alla Mostra del cinema di Venezia.

E ancora nel luglio del 1987 mi piacque molto essere nel ruolo del Narratore, in L’histoire du Soldat di I. Stravinsky, durante il festival di Abbadia San Salvatore.
Il mio interesse per il lavoro vocale tra musica e parola trovava in questo pezzo una gratificazione speciale grazie alla genialità musicale di Stravinsky.

Ogni battuta doveva rispettare un ritmo e una scansione, proprio come uno strumento, e si doveva inserire sulla musica stessa, oppure doveva essere pronunciata pura, senza un sostegno, ma ugualmente musicale.
Inoltre il personaggio del Narratore di solito era affidato ad un attore. In questo caso il fatto che io fossi una donna credo che dette allo spettacolo un diversità particolarmente seducente.