Dal 1975 al 1981 feci parte di un’Associazione Culturale che aveva sede in una Casa del Popolo in cui c’era un bel teatro. L’ARCI negli anni ’70 a Firenze aveva messo a disposizione diversi spazi per i gruppi che facevano teatro. L’intento era sviluppare la creatività dei giovani e formare un pubblico più consapevole e interessato al teatro.
Eravamo quasi tutti studenti ma qualcuno già lavorava. Facevamo le prove la sera, un po’ stanchi della giornata, ma eravamo spinti da un tale entusiasmo che niente e nessuno ci avrebbe fatto mollare. Eravamo ben organizzati e ci occupavamo di tutto: recitazione, scenografia, musiche, luci, persino la costruzione di praticabili.
Durante quel periodo proponemmo testi poco conosciuti che si realizzarono con la regia di Massimo Masini, tra cui : Il matrimonio di Figaro di Beaumarchais, Le dindon di Georges Feydeau, Atti unici di Achille Campanile. Poi la trilogia di Evgenij Schwarz: Il Drago, Il re nudo e L’Ombra.
E grazie alla politica del comune di Firenze e all’impegno culturale dell’assessore alla cultura Franco Camarlinghi il teatro in quel momento non si faceva solo al chiuso ma dovunque, all’aperto nelle piazze, nei chiostri, nei cortili dei palazzi. Difatti utilizzammo i Chiostri della Certosa, della Chiesa del Carmine o di Santa Croce. E il pubblico amava molto far parte del luogo scenico insieme agli attori.



Infine Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry andò in scena al Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, al Teatro Poliziano, in prima assoluta, con musiche originali di Philippe Feeney.
Ma non tutti intrapresero la carriera di attore come nel mio caso. E lentamente il gruppo si sciolse.
